Il fine giustifica i… mezzi

di
Stefano Pupazzi

 

Io mi limito a riportare quello che ho sentito, signori: lo faccio per dovere di cronaca. E poi, in fin dei conti, la cosa non mi è sembrata così scandalosa… ma andiamo con ordine.
Ieri ero immancabilmente sul 20 e davanti a me avevo due dipendenti della nostra compagnia di trasporti preferita; hanno cominciato a parlare di una campagna che potrebbe essere lanciata in un futuro prossimo di concerto con il governo. Il nome di questa campagna è senz’altro azzeccato: “il fine giustifica i… mezzi”. Di che si tratta? L’idea è semplice e, in un certo senso, geniale. Avete mai notato che i mezzi di trasporto sono sempre pieni di vecchi? Grazie, direte voi; l’Italia ha un saldo naturale negativo. Certo.
Ma lo sapevate che quei vecchi hanno diritto a un abbonamento gratuito (dico gratuito)?

Bene, ecco i primi due problemi: i nostri cari bacucchi occupano spazio e, per di più, ci costano un occhio della testa. La ressa quotidiana e i portoghesi sono le maggiori cause dell’inefficienza del trasporto pubblico, si sa: ogni giorno ritardi, liti, svenimenti di pulzelle in mezzo alla folla, autobus in fiamme a causa dell’eccessivo carico e… i conti dell’azienda che non tornano. Ma questo non è tutto. C’è anche una questione di decoro e, per così dire, di estetica. Diciamoci la verità: se proprio dobbiamo rimanere schiacciati tra la gente, meglio strofinarsi a una trentenne in carriera che a una novantenne in carrozzina, no? O preferite un pannolone graveolente a una chioma stillante nardo?

Ho l’impressione che quest’ultimo argomento non vi abbia convinto. Bene, passiamo al risvolto economico della faccenda. Come dicevo, i vecchi non pagano l’abbonamento ai mezzi pubblici. Considerate ora il fatto che questi vecchi sono gli stessi a cui dobbiamo pagare le pensioni e le cure ospedaliere (accidenti ai malati immaginari!). Capirete dunque che il problema non è solo di questa città; si tratta di un dramma nazionale: il paese va in deficit per colpa degli ultrasettantenni!

Ma allora, direte voi, quale soluzione proponi? Io, signori, non ho nessunissima soluzione; questo è il bello. La soluzione è già stata trovata, come accennavo prima, dalla nostra azienda di trasporti. Si tratta di una cosa semplicissima: eliminare i vecchi; eliminarli fisicamente. Ecco, ecco: già vi sento parlare di follia, di cinismo, di spietatezza… prendersela con gli anziani, con chi ci ha cresciuto, con la memoria storica di questo paese…

Ma allora ho parlato a vuoto, signori. Ci siamo presi in giro. I problemi strutturali portati dai vecchi stanno dissanguando il paese e le amministrazioni comunali. Ma forse questo non vi interessa perché non siete buoni cittadini. Pensate però almeno alla vostra vita: volete la metro libera? Il bus ogni cinque minuti come in Svezia? Il posto a sedere quando vi sentite stanchi? Roba da poco, penserà qualcuno; ma è tutta roba, aggiungo io, che migliorerà la qualità della vostra vita, vi farà stare di buon umore, aumenterà la vostra efficienza al lavoro e fors’anche il vostro salario. Sì, perché eliminando i vecchi il sistema pensionistico ormai al collasso si riprenderà, ci saranno sgravi fiscali sulle nuove assunzioni, l’economia tornerà a girare…

Un’ultima considerazione: chi voglia eliminare i vecchi dalla faccia della terra deve essere considerato cinico? Avete mai pensato che i cinici potreste essere voi? Sì, proprio voi che vi ostinate a tenere in vita dei relitti umani; voi che umiliate i vostri parenti imboccandoli, voi che cedete il posto al reduce di guerra facendolo sentire un vile parassita.

L’eliminazione dei vecchi è, ad oggi, non solo una strategia economica, ma anche un’esigenza umanitaria e un atto di carità.

Eliminiamoli dunque, prima che ce lo chieda l’Europa.

E ricordate: il fine giustifica i mezzi

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