Full Metal Bus

di
Lorenzo Desirò

Autobus 504 – ore 7.15

Il 504 è già carico di persone da portare alla stazione Anagnina.
Da lì le scelte sono poche: a quest’ora un buon 95% di noi passeggeri affronterà la metro A nella sua monodirezione Battistini. Un 4,5% scenderà ad Anagnina ma solo per prendere un altro autobus. Lo 0,5% resterà ad Anagnina ma nessuno sa certamente se ciò sia vero o se questo sia soltanto un errore statistico.

Ma tornando all’autobus, alle 7,15 non parla mai nessuno. Studenti e lavoratori muti, assonnati aspettano solo lo sbarco alla stazione.

Nel frattempo, durante il percorso, regnano silenzio e sobbalzi d’autobus. Ogni tanto le porte si aprono. Sale qualcuno e muto, non potendosi sedere perché i posti sono già tutti presi, se ne sta in piedi a pensare al niente, con le sinapsi intorpidite. Ed io, in questo momento, sono tra i fortunati seduti che guardano scorrere il paesaggio fuori dal finestrino, incapace di arrivare al barlume di un pensiero, rabbuiato dal sonno.

All’improvviso fastidiosa e alta risuona una musica. È alta, troppo alta, tremendamente alta! È fastidiosa, troppo fastidiosa, tremendamente fastidiosa! È una suoneria di un cellulare: «miiiira soofiaaa».

«CHI CAZZO E’ STATO?! CHE CAZZO E’ STATO?»

Dalle ultime file, di scatto, si alza il sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket. Lui in persona.

«CHI E’ LA LURIDA TESTA DI CAZZO CHE HA FATTO SUONARE QUELLA SUONERIA DI MERDA?!»

Intimoriti i nostri sguardi si rivolgono tutti verso l’innocente colpevole: la ragazzina seduta col cellulare in mano. Tutti noi rimaniamo fissi a guardarla.

«Miiira sooofiaaa sin tu mirada sigo sin tu mirada sigo…»

Il sergente maggiore si alza. Con passo deciso attraversa tutto l’autobus e si mette ritto davanti a lei. La fissa. Dal Rayban a specchio del sergente anche la piccola studentessa delle medie deve essere riuscita a vedere la sua stessa paura.

Inizia a diventare rossa.

«LURIDA TESTA DI CAZZO SEI STATA TU A FAR SUONARE QUELLA SUONERIA?»

La poco più che bambina inizia a tremare e i suoi occhi si riempiono di lacrime. Il sergente maggiore è impassibile.

«miiira sooofi-a-a-a»

«BUTTA QUEL COSO PER TERRA. SU-BI-TO!»

Lei fa cenno di no con la testa ma poi il sergente maggiore Hartman, solamente abbassando la testa e fissandola negli occhi da sopra il suo rayban, fa in modo che la ragazzina butti il cellulare a terra.

Lui guarda lo schermo suonante: «Miira so-fi-a-a-a sin tu mirada…» – e col tacco del suo stivale frantuma lo smartphone rosa.

Per qualche secondo (che per lei credo sia durato qualche decennio) fissa la giovane che rimane immobile in silenzio e in lacrime.

Poi va a risedersi in fondo.

Dopo 3 o 4 minuti di silenzio perfetto l’autobus arriva ad Anagnina. Il 95 per cento dei passeggeri scende dal 504 e si dirige verso l’ingresso della metropolitana. Io e il Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket siamo in quel 95 per cento.

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